13 Ottobre 2026 ☀ 22°

Soccorso nella grotta tra Urzulei e Baunei: Luca Olmetto estratto

Luca Olmetto, 31enne speleologo, è uscito vivo da una grotta dopo più di un giorno di operazioni di soccorso

Soccorso nella grotta tra Urzulei e Baunei: Luca Olmetto estratto

Il speleologo Luca Olmetto, originario di Codrongianos, si trovava a esplorare la zona di confine tra i comuni di Urzulei e Baunei quando, nel pomeriggio di domenica 11 ottobre, è stato sopraffatto dal crollo di una sezione della grotta. Il crollo ha seppellito parzialmente il corpo del giovane a circa dieci metri di profondità, lasciandolo intrappolato tra detriti di roccia e terra. Nonostante la situazione critica, Olmetto è rimasto cosciente, ma con ferite che hanno richiesto un intervento immediato una volta raggiunto.

Incidente nella grotta di Urzulei

Secondo le ricostruzioni preliminari, la causa dell’incidente è stata il cedimento della volta della grotta probabilmente dovuto a una combinazione di instabilità geologica e a scarsa ventilazione. Il crollo non solo ha limitato l’accesso al cunicolo in cui si trovava Olmetto, ma ha anche creato un pericoloso accumulo di frammenti di pietra che hanno ostacolato le prime operazioni di soccorso. La zona è nota per la sua complessità speleologica, con passaggi stretti e pareti di roccia friabile, rendendo ogni tentativo di intervento particolarmente rischioso.

Crollo della volta e conseguenze immediate

Il crollo ha provocato l’abbassamento del soffitto della galleria, seppellendo parte del corpo di Olmetto e comprimendo il passaggio principale. Gli operatori di soccorso hanno ricevuto la segnalazione alle ore 16:30 e, nonostante la difficoltà di locazione, hanno potuto confermare che il giovane era ancora vivo ma bloccato da una massa di detriti. La gravità delle ferite è stata valutata solo dopo aver potuto accedere al luogo, ma le prime analisi hanno indicato traumi contusivi e possibili lesioni alle estremità.

Operazione di estrazione

Il Soccorso Alpino e Speleologico in collaborazione con i vigili del fuoco e le unità della Protezione Civile di Dorgali, ha avviato subito le operazioni di salvataggio. Il comandante Salvatore Corrao, preposto alla squadra di Nuoro, ha coordinato un gruppo di oltre trenta tecnici specializzati, i quali hanno impiegato quasi ventiquattro ore a scavare manualmente i blocchi di roccia per riaprire il passaggio verso la zona in cui Olmetto era intrappolato.

Coordinamento tra le forze di soccorso

Le squadre hanno lavorato in stretta sinergia: i vigili del fuoco hanno fornito la luce necessaria e le attrezzature per il monitoraggio dell’aria, mentre il Soccorso Alpino ha diretto le attività di scavo, usando picconi, leve e corde per spostare i detriti più pesanti. Gli operatori sanitari del 118 sono rimasti in attesa di stabilizzare il paziente non appena emergesse, pronti a intervenire con kit di Pronto soccorso e supporto respiratorio.

Scavo manuale e gestione del rischio

Il lavoro di estrazione è stato particolarmente delicato a causa delle condizioni instabili della roccia. I tecnici hanno dovuto procedere con cautela per evitare ulteriori crolli, facendo uso di strumenti manuali anziché di attrezzature meccaniche che avrebbero potuto destabilizzare ulteriormente la struttura. Ogni mossa è stata valutata con monitoraggi costanti del livello di vibrazioni, e il team ha impiegato tecniche di sostegno temporaneo per mantenere aperti i tunnel di emergenza. Solo dopo molte ore di lavoro, intorno alle 17:45, è stato possibile liberare completamente Olmetto dai detriti che lo immobilizzavano.

Una volta estratto, il speLEologo è stato trasportato con un cingolo di sostegno alla zona di evacuazione, dove è stato subito valutato dal personale medico presente. Nonostante i traumi subiti, Olmetto era cosciente e ha risposto ai primi accertamenti. È stato quindi trasferito in elicottero verso l’ospedale più vicino per sottoporsi a una serie di esami approfonditi e a un intervento chirurgico d’urgenza. La notizia del suo salvataggio è stata comunicata alle autorità locali, che hanno espresso gratitudine per l’efficace operatività delle squadre coinvolte.

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