Il 30 ottobre 2026 l’isola si prepara a una giornata di protesta senza precedenti: l’Unione sindacale di base (Usb) ha lanciato lo sciopero generale in tutta la Sardegna, coinvolgendo lavoratori, studenti e numerose associazioni. L’appello, definito “popolare” dagli organizzatori, parte da una crescente insoddisfazione per il costo della vita e per la percezione di salari stagnanti, ma si intreccia anche con questioni di politica estera, come il sostegno alla Palestina e la denuncia della spesa militare del governo.
Cortei a Cagliari, Sassari e Nuoro: orari, percorsi e luoghi di ritrovo
Tre file di manifestanti partiranno contemporaneamente dalle principali città sarde per occupare i centri urbani e, in alcuni casi, raggiungere i porti. A Cagliari, l’incontro è fissato per le 9.30 in Piazza Garibaldi; da lì la marcia seguirà via Garibaldi, attraverserà Piazza Costituzione, proseguirà per via Manno, piazza Yenne, largo Carlo Felice e via Roma, terminando nell’area di parcheggio del molo Sant’Agostino. A Sassari la partenza è prevista alle 9.30 nella piazza della Chiesa di San Vincenzo, in via Turati, mentre a Nuoro il corteo si formerà alle 9.00 in via Dante, di fronte al Municipio.
Cagliari: dalla piazza Garibaldi al porto
Il percorso cagliaritano è stato progettato per coincidere con la manifestazione internazionale “Ports in Action”, che riunisce oltre un centinaio di porti in 19 paesi contro il traffico di armi e la militarizzazione delle infrastrutture marittime. Il corteo arriverà al parcheggio tra il molo Sant’Agostino e la calata omonima, dove saranno allestiti spazi per discorsi, bandiere e segnalazioni di solidarietà verso la Palestina.
Sassari e Nuoro: punti di aggregazione simbolici
A Sassari, la piazza di San Vincenzo è stata scelta perché situata vicino al centro storico e al mercato, luoghi in cui il carovita è percepito più direttamente dai cittadini. A Nuoro, il corteo si radunerà davanti al Municipio, simbolo dell’amministrazione locale, per sottolineare la richiesta di interventi pubblici nella lotta contro l’inflazione e la carenza di servizi.
Le richieste dell’Usb: prezzi, salari, riarmo e solidarietà internazionale
L’Usb ha sintetizzato i propri obiettivi in quattro assi principali. Primo, la diminuzione dei prezzi di energia, carburanti e beni di prima necessità, che secondo i sindacati hanno registrato aumenti dal 30 al 50 % negli ultimi mesi. Secondo, l’adeguamento salariale al costo della vita, con l’invito di azzerare l’IVA sui prodotti essenziali. Terzo, la contestazione della spesa miliare del governo, definita “miliardi per il riarmo e briciole per la sanità e le pensioni”. Infine, la solidarietà con la popolazione palestinese, inserita nella manifestazione come risposta alle crescenti tensioni in Medio Oriente.
Reazioni istituzionali e quadro nazionale
Il Ministero dei Trasporti ha emesso un’ordinanza che proibisce lo sciopero legittimo dei dipendenti dell’Arst, obbligandoli a svolgere le proprie funzioni secondo i turni previsti. Parallelamente, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha indetto una videoconferenza con prefetti, questori e capi delle forze di polizia dei capoluoghi di regione per coordinare la sicurezza e prevenire eventuali disordini, a seguito degli scontri verificatisi lo scorso sabato in altre città italiane.
Nel complesso, la giornata sarda si inserisce in una più ampia ondata di proteste che coinvolge l’intero Paese, con manifestazioni a Roma, Milano, Firenze e Torino. L’Usb invita tutti i cittadini a partecipare “al di là delle differenze”, nella speranza di trasformare la protesta in una mobilitazione permanente per ridurre il costo della vita, migliorare le condizioni lavorative e fermare la corsa al riarmo.



