L’Osservatorio Freight Insights nato dalla collaborazione tra il MOST e la Fondazione CSELI, ha presentato nella capitale un quadro complesso del settore trasporti e logistica. Nonostante il fatturato delle imprese di trasporto sia arrivato a 96 miliardi di euro la redditività non ha tenuto il passo a causa di un’impennata dei costi operativi registrata tra il 2019 e il 2026.
Rimbalzo dei costi: energia, carburante e manodopera
Il denaro costa il 111 % in più, l’energia elettrica il 73 % il gasolio il 30 % e la manodopera il 18 %. Il prezzo del gasolio è salito di circa 30 % in otto anni, con un balzo superiore al 15 % tra il 2025 e il 2026. Anche i carburanti alternativi hanno subito rincari: CNG +4,1 % e LNG +3,4 %. Questa spirale di oneri ha eroso i margini, anche se il traffico stradale nel 2025 ha superato le 31 miliardi di tonnellate-chilometro confermando la flessibilità della rete su gomma.
Il segnale di Pasquale Russo
Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, ha sottolineato che «mai come quest’anno emerge con forza il ruolo strategico di trasporti e logistica per la competitività e lo sviluppo dell’intero sistema economico». Il messaggio è chiaro: le emergenze – caro energia, ETS, congestione – richiedono azioni immediate e una pianificazione di lungo periodo.
Congestione stradale e carenze di personale
Il 90 % dei veicoli percorre meno di 300 km al giorno concentrandosi su tratte regionali e interregionali. In Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna la congestione genera per i mezzi pesanti costi operativi superiori a 1 miliardo di euro all’anno a livello nazionale la somma arriva quasi a 5 miliardi. Parallelamente, il settore è minacciato da una penuria di conducenti: le previsioni indicano una carenza di oltre 30 mila unità nei prossimi anni, alimentata da un sistema formativo ancora inadeguato.
Altre modalità di trasporto: mare, ferrovia e aria
Il trasporto marittimo mantiene una posizione di rilievo: gli scali italiani sono il secondo in Europa, dopo i Paesi Bassi, per movimentazione totale di container e rinfuse. Tuttavia, il traffico Ro-Ro ha registrato una flessione dell’1 % nel 2025 rispetto al 2024, dopo una crescita complessiva del 12 % nel periodo 2018-2025. Le tensioni geopolitiche e le deviazioni delle rotte, aggravate dal mancato passaggio del Canale di Suez, hanno allungato di circa due settimane i tempi di navigazione verso i porti italiani, minacciando la centralità dei nostri scali.
Nel settore ferroviario, i cantieri per l’ammodernamento hanno inciso negativamente: nel primo semestre del 2026 i treni-chilometro sono calati dell’8 % rispetto allo stesso periodo del 2025, attestandosi a circa 23 milioni. Gli incentivi al trasporto ferroviario non hanno sufficiente peso per contrastare gli effetti dei lavori.
Al contrario, il trasporto aereo delle merci mostra segni positivi: le tonnellate movimentate sono in aumento e scali come Roma, Brescia e Bergamo stanno consolidando una vocazione cargo, mentre Malpensa registra una lieve flessione attribuita alla tassa sui pacchi di basso valore.
Digitalizzazione: un potenziale risparmio di decine di miliardi
L’analisi evidenzia che l’adozione più ampia di tecnologie digitali per il monitoraggio e la manutenzione delle infrastrutture potrebbe generare risparmi stimati in quasi 7 miliardi di euro. Inoltre, la digitalizzazione dei documenti di trasporto e delle pratiche amministrative potrebbe liberare 18 miliardi di euro nei prossimi anni per l’intera economia italiana, mentre l’informatizzazione delle procedure portuali potrebbe far risparmiare circa 160 milioni di euro all’anno.



