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Crisi rifiuti Sardegna: plastica e secco in emergenza, interventi urgenti in corso

La Sardegna è in emergenza rifiuti: la crisi nazionale della plastica ha paralizzato la raccolta differenziata in decine di comuni, con gli impianti saturi e i cittadini chiamati a trattenere i sacchi in casa.

Crisi rifiuti Sardegna: plastica e secco in emergenza, interventi urgenti in corso

La Sardegna sta affrontando una crisi senza precedenti nella gestione dei rifiuti, con la raccolta differenziata della plastica bloccata in numerosi comuni e l’allarme che si estende anche al secco. La situazione è critica, soprattutto in piena stagione turistica, con gli impianti di stoccaggio e selezione saturi e i servizi di raccolta in tilt.

L’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi ha presieduto una videoconferenza urgente con oltre 170 sindaci dell’Isola per fare il punto sulla situazione e attivare misure immediate. Tra i partecipanti, i sindaci metropolitani Massimo Zedda e Giuseppe Mascia la presidente di Anci SardegnaDaniela Falconi e i rappresentanti di CacipTecnocasic e Cipnes Gallura.

Impianti saturi e raccolta bloccata: la mappa dei comuni coinvolti

La crisi ha colpito diverse zone dell’Isola. Nel Sarrabus e Sarrabus-Gerrei a Muravera e Sinnai la raccolta è già stata sospesa a causa del blocco dell’impianto convenzionato. Nel Sulcis Iglesiente a Carbonia dopo la chiusura dell’impianto So.Ma.Ricicla a fine luglio, i conferimenti erano stati dirottati su Isili. Ma con la saturazione delle aree della struttura di Asa la società De Vizia ha preannunciato lo stop della raccolta domiciliare a partire da lunedì 10 agosto.

Nel Medio Campidano l’Unione Terre del Campidano ha dichiarato lo stop totale e a tempo indeterminato della raccolta porta a porta e del conferimento nei centri di raccolta per tutti i comuni dell’unione. La situazione è complessa e richiede interventi urgenti per evitare il collasso totale del sistema.

Le misure urgenti per alleggerire la pressione

Per fronteggiare l’emergenza, sono state attivate alcune misure temporanee. Cacip e Cipnes hanno completato gli adempimenti antincendio necessari per le nuove aree di stoccaggio temporaneo. La piattaforma Cacip sarà disponibile da martedì 11 agosto e quella del Cipnes Gallura da mercoledì 12 agosto, per una capacità complessiva di circa 2.000 tonnellate. A queste si aggiungono circa 700 tonnellate presso il sito di Scala Erre rese disponibili dall’ordinanza adottata dal sindaco metropolitano di Sassari.

Le amministrazioni comunali stanno lavorando per individuare altre piattaforme di stoccaggio temporaneo, come il Tecnocasic o altri centri di emergenza. Nel frattempo, si chiede ai cittadini di continuare a separare regolarmente la plastica dagli altri rifiuti, di non esporre i sacchi gialli all’esterno delle abitazioni e di evitare l’abbandono di sacchetti nelle strade o nelle campagne.

L’allarme per il secco: una crisi che si estende

Ma la crisi non riguarda solo la plastica. Virgilio Vardeu direttore tecnico della società De Vizia che gestisce il ritiro dei rifiuti nel comune di Cagliari ha lanciato un allarme preoccupante: “Dopo la crisi della plastica verrà la crisi del secco”. La situazione è determinata dalla mancanza di materiale, dalle tariffe altissime e dagli impianti di termovalorizzazione inutilizzati.

“Era sufficiente leggere i rapporti Corepla il consorzio che riceve i fondi prelevati ai consumatori e li dirotta, in parte, per sostenere tutto il circuito del riciclo”, spiega Vardeu. “La cosa assurda è la pretesa della Regione e dei Comuni di raggiungere livelli di raccolta differenziata altissimi, sovraccaricando l’offerta di rifiuti da riciclo in un mercato drogato dai contributi Conai.”

La situazione è critica e richiede interventi immediati. L’assessora Laconi ha dichiarato: “Ringrazio i sindaci, Anci SardegnaCacipTecnocasic e Cipnes Gallura per la rapidità e il senso di responsabilità dimostrati. Le 2.700 tonnellate di capacità di stoccaggio temporaneo ci consentono di guadagnare tempo, ma non sono la soluzione”.

“Non è accettabile che una crisi nazionale venga scaricata sui Comuni e sulla Sardegna”, ha aggiunto. “La Regione ha agito per tempo, ma le misure locali non possono supplire indefinitamente alle insufficienze del sistema nazionale. Il Governo intervenga ora e il sistema consortile rispetti i propri impegni: i costi e i rischi della crisi non possono ricadere sui Comuni e sui cittadini sardi”.

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