La sanità sarda è in piena crisi. Dopo lo stop al ricorso ai medici gettonisti deciso dal Governo a partire dal 1 luglio, si susseguono episodi che mettono in luce le difficoltà del sistema sanitario regionale. Le dimissioni della direttrice del Pronto soccorso di Olbia e la chiusura temporanea del Pronto soccorso di Isili hanno riacceso il dibattito sulle condizioni critiche degli ospedali sardi.
Le dimissioni della direttrice del Pronto soccorso di Olbia
La dottoressa Rosangela Beretta direttrice del Pronto soccorso e della Medicina d’urgenza dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, ha presentato le dimissioni ai vertici della Asl Gallura. Il rapporto di lavoro continuerà fino alla fine di settembre, permettendo all’azienda sanitaria di trovare un sostituto e garantire la continuità del servizio. Tuttavia, la situazione del principale Pronto soccorso del nord Sardegna rimane delicata, con circa 200 accessi al giorno durante l’estate, a causa del forte aumento della popolazione in Gallura.
La preoccupazione riguarda anche il futuro del Pronto soccorso dell’ospedale Paolo Dettori di Tempio Pausania, già in passato a rischio ridimensionamento. Le ripercussioni organizzative legate all’uscita della dirigente potrebbero aggravare ulteriormente la situazione.
La chiusura temporanea del Pronto soccorso di Isili
Questa mattina, un cartello all’ingresso dell’ospedale San Giuseppe di Isili ha informato i cittadini della sospensione del servizio di emergenza-urgenza. La direzione della Asl Cagliari ha rassicurato che da domenica 5 luglio il reparto sarà di nuovo operativo. La chiusura temporanea del 4 luglio è stata decisa dalla Direzione Medica per garantire la massima sicurezza ai pazienti, a causa di una improvvisa carenza di personale medico non sostituibile nelle tempistiche.
La tutela dei cittadini è stata garantita grazie all’attivazione immediata della rete 118, alla presenza della Continuità Assistenziale e al raccordo con i Pronto Soccorso di riferimento. La Asl ha inoltre attivato ulteriori manifestazioni di interesse per il reperimento di professionisti in collaborazione con la Regione e ARES.
Le denunce dei sindacati
La Uil Fpl denuncia da tempo il rischio di un collasso dei Pronto soccorso, definendo il sistema sanitario sardo ormai al limite. Secondo il sindacato, ospedali e case di comunità sono ancora largamente incompleti, i reparti sono in sofferenza e il personale è insufficiente e sottoposto a ritmi di lavoro sempre più gravosi.
Ancora più duro il giudizio di USB Sanità, che considera la chiusura del presidio di Isili la tragica conferma del fallimento delle politiche adottate finora. Secondo il referente regionale Gianfranco Angioni, senza assunzioni stabili nessuna soluzione temporanea potrà evitare il progressivo indebolimento della rete dell’emergenza. Il sindacato critica anche gli strumenti individuati dalla Regione dopo la fine dei contratti dei medici gettonisti, definendoli misure tampone che non affrontano il problema strutturale della carenza di personale.
Le polemiche politiche
La vicenda ha immediatamente assunto una dimensione politica. Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Angelo Cocciu, collega le dimissioni della dottoressa Beretta a una gestione approssimativa della sanità. Secondo l’esponente dell’opposizione, questi episodi sono la conseguenza diretta di una visione miope e di tentativi di spacchettare un modello che funziona, separando Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso per logiche che nulla hanno a che vedere con l’interesse dei cittadini.
Anche Fratelli d’Italia interviene duramente: il consigliere regionale Corrado Meloni sostiene che la chiusura del Pronto soccorso di Isili smentisca le rassicurazioni fornite dalla Giunta regionale negli ultimi mesi. Secondo Meloni, la fine dei contratti dei medici a gettone era destinata ad aprire una crisi senza precedenti e la situazione attuale dimostrerebbe il fallimento della programmazione sanitaria regionale. L’esponente del centrodestra punta il dito anche contro la presidente della Regione chiedendole di rinunciare alla delega alla Sanità.



