La Sardegna vive estati intense, con incendi che possono innescarsi e diffondersi rapidamente in aree boschive e costiere. Residenti e turisti hanno un ruolo decisivo: prevenire, segnalare in modo preciso e muoversi con metodo. Conoscere i numeri di emergenza i piani di protezione civile e le regole di comportamento riduce i rischi e accelera le operazioni di soccorso.
Questo vademecum operativo raccoglie procedure chiare per chi vive e visita l’isola. Indica comportamenti corretti da adottare sul quotidiano, istruzioni per le segnalazioni efficaci, orientamenti sui piani di evacuazione e consigli pratici per muoversi in sicurezza tra pinete, sentieri e litorali quando le condizioni peggiorano.
Numeri utili e segnalazioni: cosa dire e come localizzare
In caso di fumo o fiamme, chiamare subito il 112 (Numero Unico Europeo). Per incendi boschivi e rurali sono attivi anche 115 (Vigili del Fuoco) e 1515 (servizi forestali). La segnalazione deve essere chiara e sintetica posizione esatta (comune, località, coordinate da smartphone), dimensione del fronte di fuoco, direzione del vento, presenza di abitazioni, persone o animali, vie di accesso e ostacoli. Restare in linea se richiesto, seguire le indicazioni dell’operatore e non riagganciare finché non autorizzati.
Se si è in movimento, fermarsi in un punto sicuro e facilmente individuabile. Utilizzare punti di riferimento visibili (cartelli stradali, chilometri SS/strade provinciali, nomi di spiagge o sentieri). Evitare di avvicinarsi per scattare foto o video: la priorità è lasciare spazio ai soccorsi. Gli operatori possono usare la tua geolocalizzazione per calibrare l’intervento: concedi l’autorizzazione se richiesto.
Prevenzione quotidiana per residenti: ridurre il rischio
Nei mesi a rischio, limitare assolutamente l’uso di fiamme libere. È vietato gettare mozziconi e accendere bracieri vicino a vegetazione. Tenere pulite le aree attorno a case e aziende: rimuovere erba secca, potare rami bassi, creare fasce tagliafuoco dove previsto dai regolamenti comunali. Stoccare legna e combustibili lontano da strutture in legno e da punti caldi. Curare la manutenzione di attrezzi e veicoli: marmitte, catalizzatori e scintille possono innescare fuochi su sterpaglia.
Predisporre un piccolo kit emergenza domestico: torcia, mascherine filtranti, acqua, documenti essenziali, farmaci. Concordare con la famiglia un punto di raccolta esterno sicuro e una lista di contatti. Verificare il piano comunale di protezione civile e le aree di attesa più vicine. Seguire gli avvisi di Protezione Civile e Comune tramite canali ufficiali: bacheche, app, SMS, newsletter istituzionali.
Turisti tra spiagge e sentieri: comportamenti corretti
Chi frequenta pinete, aree pic-nic campeggi e litorali deve rispettare le regole antincendio affisse. Non accendere fuochi, barbecue o fornelli in aree non autorizzate. Non abbandonare rifiuti: vetri, lattine e plastica possono amplificare il calore. Portare sempre acqua, cappello, una mappa offline del sentiero e informare qualcuno del percorso. Nei parcheggi su sterpaglia, controllare che l’auto non poggi su erba secca e che la marmitta sia lontana da materiale combustibile.
Se compare fumo in pineta o sulla costa, allontanarsi in direzione opposta al vento e seguire vie ampie verso aree aperte, preferibilmente verso il mare o spazi liberi da vegetazione. In spiaggia, le uscite segnalate sono da privilegiare; evitare di addentrarsi tra dune e macchia mediterranea. I gestori di stabilimenti balneari e campeggi devono indicare la rotta di evacuazione: seguirla con calma, senza correre né creare affollamenti.
Piani di evacuazione e aree di attesa: come riconoscerli
Ogni Comune dispone di un piano di protezione civile con mappe delle aree di attesa punti di accoglienza e percorsi di evacuazione. Sono di norma segnalati da cartelli verdi con simboli standard. Residenti e operatori turistici dovrebbero consultare preventivamente le mappe comunali e tenere copie in casa, in azienda e nei luoghi con affluenza stagionale. In caso di allerta, seguire gli itinerari indicati evitando strade secondarie soggette a chiusure o fumo intenso.
Nei complessi ricettivi, gli addetti hanno ruoli definiti: chi chiude gas ed elettricità, chi guida gli ospiti, chi contatta i soccorritori. Per gli ospiti, le regole sono semplici: portare con sé solo l’indispensabile, aiutare minori e anziani, mantenere la fila. Una volta in area di attesa restare in ascolto di istruzioni ufficiali e non allontanarsi autonomamente.
Muoversi in sicurezza tra boschi e coste durante un incendio
Se il fronte di fuoco è vicino, evitare pendenze ripide e canaloni: agiscono da corridoi di calore. Prediligere creste ampie, strade sterrate principali, radure e spiagge. Camminare bassi per ridurre l’inalazione di fumo; coprire bocca e naso con un panno umido. Non tentare di attraversare il fuoco né di salvare beni materiali. Se si resta temporaneamente intrappolati, cercare una zona già bruciata o priva di vegetazione, sdraiarsi sul terreno e proteggere le vie respiratorie in attesa di indicazioni.
In auto, chiudere finestrini e prese d’aria, accendere i fari, procedere lentamente verso aree sicure evitando tratti invasi dal fumo denso. Non parcheggiare su sterpaglia. Se la visibilità crolla, fermarsi in uno spazio aperto, motore acceso, segnalazione luminosa attiva e seguire la radio o gli avvisi ufficiali. Lungo la costa, utilizzare le uscite multiple verso punti di raccolta; se richiesto dalle autorità, raggiungere l’arenile per facilitare l’accesso dei mezzi di soccorso.
Prima e dopo l’emergenza: cosa verificare e come contribuire
Prima della stagione calda, controllare assicurazioni e coperture per danni da incendio, aggiornare il piano familiare, curare la pulizia dei terreni. Dopo un evento, non rientrare nelle aree colpite senza autorizzazione. Segnalare riaccensioni o braci al 112/115/1515. Evitare di percorrere sentieri danneggiati e non rimuovere residui senza indicazioni. Contribuire responsabilmente: aderire a campagne di volontariato e informazione locale, rispettare gli ordini di servizio e supportare i vicini vulnerabili.



