Nel corso di un normale rientro da permesso premio, le autorità della Casa circondariale di Sassari-Bancali hanno intercettato un tentativo di introduzione di ovuli contenenti materiale illecito all’interno del corpo di un detenuto appartenente al circuito dei protetti. I sospetti, maturati durante il controllo fisico, hanno spinto gli operatori a trasferire il soggetto al Pronto soccorso per gli accertamenti sanitari e per l’avvio delle procedure di espulsione del materiale.
Scoperta del contrabbando interno nella Casa circondariale di Sassari-Bancali
L’intervento è avvenuto immediatamente dopo il ritorno dal permesso premio. Il personale di Polizia Penitenziaria ha identificato, grazie a un’osservazione attenta, la presenza di oggetti occultati all’interno dell’organismo. Dopo il ricovero, i medici hanno confermato la presenza di diverse capsule contenenti sostanze non specificate, destinate a circolare illegittimamente all’interno dell’istituto carcerario. L’uomo è stato successivamente denunciato all’Autorità giudiziaria aprendo un dossier penale per tentata introduzione di materiale proibito.
Procedura medica e denuncia
La fase clinica è stata gestita dal Servizio di Emergenza, che ha effettuato radiografie e interventi di rimozione endoscopica. Una volta estratti gli ovuli è stato avviato il procedimento giudiziario: la denuncia ufficiale è stata depositata, e il caso rimane sotto inchiesta per valutare eventuali collaborazioni con reti esterne. Gli operatori hanno sottolineato come la rapidità nel riconoscere la minaccia abbia impedito la diffusione di contenuti illeciti fra la popolazione carceraria.
Reazioni del sindacato SAPPE e richieste al governo
Il SAPPE rappresentato dal segretario generale Donato Capece ha rilasciato una nota di apprezzamento per il personale di Sassari-Bancali, definendo l’intervento “un esempio di professionalità, esperienza e attenzione”. Capece ha rimarcato che intercettare materiale occultato al rientro di un detenuto significa prevenire ricadute in situazioni di illegalità all’interno dell’istituto. Tuttavia, ha avvertito che la sicurezza non può più dipendere esclusivamente dal sacrificio degli agenti, chiedendo un “potenziamento degli organici, l’adeguamento di strumenti tecnologici moderni e protocolli operativi all’altezza delle nuove modalità di introduzione di oggetti illeciti”.
Il delegato nazionale per la Sardegna, Antonio Cannas insieme alla delegata provinciale Sara Brenna e al vice provinciale Gregory Saba ha ribadito il valore della capacità di osservazione dimostrata dagli agenti di Sassari-Bancali. Hanno sottolineato che tali risultati, sebbene spesso invisibili, testimoniano il lavoro quotidiano della Polizia Penitenziaria. Il sindacato ha sollecitato “interventi urgenti e strutturali” non solo per l’istituto sassarese, ma per tutta la rete regionale, sostenendo che investire su dotazioni, mezzi e risorse umane è fondamentale per la sicurezza interna delle carceri e,
Il messaggio del SAPPE è chiaro: è necessario dotare le strutture di personale sufficiente, tecnologie all’avanguardia e protocolli aggiornati, affinché la sicurezza non dipenda più solo dall’impegno individuale degli agenti, ma sia garantita da un quadro organizzativo solido e moderno.



