Il nuovo stadio di Cagliari, intitolato a Gigi Riva rappresenta un’opportunità unica per la Regione Sardegna. Non solo un’impianto sportivo, ma un vero e proprio motore economico che potrebbe generare 9.597 posti di lavoro e un impatto economico complessivo di 825 milioni di euro.
Il progetto, discusso recentemente dal Consiglio comunale prevede la demolizione del vecchio impianto e la costruzione di una struttura moderna e polifunzionale nel quartiere di Sant’Elia. La consigliera Ombretta Ladu del Pd ha sottolineato l’importanza di agire d’anticipo per formare le competenze necessarie direttamente nel territorio.
L’impatto economico e occupazionale del nuovo stadio
Secondo l’Impact analysis allegata al progetto, la fase di costruzione del nuovo stadio potrebbe generare 3.558 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno, con una ricaduta economica stimata in 214 milioni di euro. Una volta entrato a regime, l’impianto e il relativo indotto potrebbero contribuire alla creazione di altri 5.118 posti di lavoro con un valore economico complessivo stimato in 825,5 milioni di euro.
Il gettito fiscale previsto per le casse pubbliche è di circa 373,7 milioni di euro un contributo significativo per l’economia regionale. Inoltre, il nuovo stadio è stato pensato come una struttura polifunzionale, operativa durante tutto l’anno, con spazi commerciali, aree dedicate agli eventi e strutture per congressi.
Il protocollo d’intesa per valorizzare i lavoratori sardi
Per evitare che le opportunità generate dal nuovo stadio vengano intercettate principalmente da imprese e lavoratori esterni alla Sardegna, il Consiglio comunale ha chiesto la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra tutti i soggetti coinvolti: Comune di CagliariRegione Sardegna società concessionaria dello stadio, Università degli Studi di CagliariAspal organizzazioni sindacali e associazioni datoriali.
L’obiettivo è individuare con anticipo le figure professionali necessarie, programmare percorsi di formazione prima dell’avvio dei cantieri e creare un sistema permanente di monitoraggio sulle assunzioni, sul rispetto delle clausole sociali, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sull’applicazione dei contratti collettivi.
La formazione delle competenze locali
La consigliera Ombretta Ladu ha evidenziato le criticità attuali del mercato del lavoro: “Oggi il nostro tessuto economico fatica a trovare le professionalità di cui ha bisogno. Questo divario tra domanda e offerta di lavoro rischia di rallentare lo sviluppo e di disperdere le opportunità generate da un investimento così importante.”
Per questo, è fondamentale agire in anticipo, creando le condizioni perché le competenze necessarie vengano formate e valorizzate direttamente sul territorio. Il protocollo d’intesa prevede la collaborazione tra istituzioni, università, agenzie per il lavoro e mondo della formazione per garantire che i lavoratori e le imprese siano pronti e competitivi sul mercato.
Il monitoraggio pubblico e costante dell’intervento
Un altro punto centrale del protocollo è il monitoraggio pubblico e costante dell’intervento. Un sistema di governance continuo, strutturato, capace di misurare nel tempo l’effettiva ricaduta economica, occupazionale e sociale del nuovo stadio.
Il protocollo prevede relazioni periodiche in aula e nelle commissioni competenti, con aggiornamenti puntuali sull’avanzamento dei lavori, sull’indotto generato, sulla qualità dei contratti, sulla sicurezza e sulla stabilità occupazionale. Un ruolo attivo e non meramente notarile, vigilando affinché ogni impegno assunto dal concessionario venga rispettato e affinché l’opera produca benefici reali e misurabili per la comunità, in particolare per la riqualificazione del quartiere di Sant’Elia.



