La chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Isili ha scatenato una vivace polemica politica e sindacale, mettendo in luce le criticità del sistema sanitario sardo. Una decisione che, secondo le opposizioni e i sindacati, rappresenta il simbolo del collasso del sistema di emergenza-urgenza nell’isola.
La situazione è diventata critica a causa della fine dei contratti dei medici a gettone e della carenza cronica di personale problemi che hanno portato alla chiusura temporanea del presidio di Isili. La direzione della Asl Cagliari ha cercato di rassicurare la popolazione, annunciando la riapertura del pronto soccorso a partire da domenica 5 luglio.
La risposta della Asl Cagliari
In una nota ufficiale, la direzione della Asl Cagliari ha dichiarato di comprendere le preoccupazioni delle comunità locali e dei loro rappresentanti. La chiusura temporanea del 4 luglio è stata giustificata dalla necessità di garantire la massima sicurezza ai pazienti a causa di una improvvisa carenza di personale medico non sostituibile nelle tempistiche previste.
La tutela dei cittadini è rimasta comunque garantita grazie all’attivazione immediata della rete 118 alla presenza della continuità assistenziale e al raccordo con i pronto soccorso di riferimento. La Asl ha già attivato ulteriori manifestazioni di interesse per il reperimento di ulteriori professionisti in collaborazione con la regione sardegna e l’Ares.
L’obiettivo è costruire un piano di interventi per il periodo estivo e avviare soluzioni strutturali per stabilizzare l’organico e rafforzare i servizi del presidio di Isili. Il dialogo con le amministrazioni locali è considerato fondamentale per dare risposte concrete e durature al diritto alla salute dei cittadini.
Le critiche delle opposizioni e dei sindacati
Le opposizioni e i sindacati non hanno tardato a criticare la gestione della situazione. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni, ha parlato di una realtà impietosa e ha attaccato direttamente la presidente della Regione, Alessandra Todde, che ha mantenuto finora l’interim della Sanità.
Meloni ha dichiarato che la chiusura di Isili spazza via, in poche ore, mesi di propaganda della presidente Todde. Da settimane, le opposizioni denunciavano il rischio concreto che lo stop ai medici a gettone avrebbe aperto una crisi senza precedenti. Meloni ha sottolineato il momento di estrema sofferenza dei lavoratori e ha citato anche i recenti addii nei quadri sanitari dell’isola.
Non si può governare un sistema complesso confidando solo sul sacrificio di medici e infermieri. Prima che altri professionisti di valore facciano un passo indietro, come è già avvenuto con la responsabile del pronto soccorso di Olbia, la dottoressa Beretta, la presidente abbia un sussulto di responsabilità: rinunci immediatamente alla delega alla Sanità e la affidi a una figura competente.
Sulla stessa linea d’onda si schiera la Uil Fp Sardegna che rivendica di aver anticipato il collasso dei giorni scorsi. Il sindacato definisce la situazione estremamente grave soprattutto perché colpisce un’area territoriale già depotenziata, fragile e con una popolazione prevalentemente anziana.
L’assessore ribadiva di avere la situazione sotto controllo, ma oggi il pronto soccorso di Isili ha chiuso i battenti e il rischio sugli altri presidi è identico. La gestione è stata definita approssimativa, fatta di proclami. La svolta non si intravede, anzi si nota un sistema sanitario che sta diventando una polveriera sociale.
Ospedali di comunità esistenti solo sulla carta, reparti che implodono, posti letto insufficienti e personale stremato, mal pagato e costretto a ritmi insostenibili. Dal sindacato arriva quindi un ultimatum perentorio a Villa Devoto: bisogna cambiare immediatamente il paradigma. Di parole e facili entusiasmi non ne accettiamo più: la Regione inverta la rotta e dia risposte concrete a lavoratori e cittadini.



