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Allevamento di muggini a Oristano: nuovi scenari per la bottarga

Il progetto MUGIL SCALE‑UP svela come il muggine delle lagune oristanesi possa diventare una specie da allevare su scala commerciale, aprendo nuove opportunità per la bottarga locale.

Allevamento di muggini a Oristano: nuovi scenari per la bottarga

Il muggine (Mugil cephalus), icona delle lagune di Oristano, è al centro di una sperimentazione che punta a rivoluzionare la produzione di bottarga. Il progetto MUGIL SCALE-UP finanziato da Sardegna Ricerche nell’ambito dell’Integrazione al Piano di Attività 2022 della Fondazione IMC, ha raggiunto i primi risultati concreti, che verranno illustrati in un incontro pubblico mercoledì 21 ottobre alle 10:30 presso la sede di Sa Mardini, a Torre Grande.

Il percorso sperimentale è iniziato con la riproduzione indotta di esemplari adulti di cefalo prelevati dalla laguna di Porto Pino. Dalle uova fecondate sono state ottenute larve, successivamente allevate fino allo stadio giovanile. I giovani muggini sono poi stati trasferiti negli impianti della azienda agricola COGHE S.r.l., dove è stata avviata la crescita su scala più ampia, includendo anche un rilascio dimostrativo in laguna.

Obiettivi raggiunti e dati di successo

La Fondazione IMC, attiva da più di dieci anni nello studio della biologia del cefalo, ha affinato protocolli che hanno permesso di ottenere un tasso di successo del 100 % nella riproduzione controllata. I tassi di sopravvivenza delle larve si sono dimostrati comparabili a quelli di specie tradizionalmente allevate da quarant’anni, come spigola e orata. Tali risultati sono documentati in numerosi articoli scientifici e hanno convinto la FAO a commissionare al dott. Dario Vallainc la redazione di un manuale internazionale sulle tecniche di riproduzione e allevamento del cefalo.

Procedura di riproduzione indotta

Il metodo prevede la stimolazione ormonale degli adulti in ambienti controllati, consentendo la fertilizzazione delle uova in condizioni ottimali. Successivamente, le larve sono nutrite con diete studiate per massimizzare la crescita e la resistenza, fino al passaggio allo stadio giovanile, fase in cui possono essere trasferite in sistemi di produzione più estesi.

Programma dell’incontro pubblico a Sa Mardini

Alle ore 10:30 apriranno i lavori con i saluti istituzionali di Augusto Navone, presidente della Fondazione IMC, e di Carmen Atzori, direttrice generale di Sardegna Ricerche. Seguirà l’intervento di Dario Vallainc, che illustrerà il percorso scientifico, il nuovo manuale FAO e le opportunità per la filiera della bottarga. Alle 11:30 sarà proiettato il video “Ripopolamento attivo”, che mostra le fasi di riproduzione, allevamento e rilascio in laguna.

Alle 12:10 avrà luogo un dibattito aperto, moderato da Stefano Carboni, dirigente di ricerca della linea Acquacoltura dell’IMC, con la partecipazione di ricercatori, rappresentanti delle imprese del settore e decisori pubblici. La discussione si concentrerà sul trasferimento tecnologico e sulla possibilità di programmare la produzione di bottarga riducendo la dipendenza dal prelievo di esemplari selvatici. L’incontro si concluderà alle 12:30 con una sintesi dei risultati e i ringraziamenti finali.

Prospettive per la filiera della bottarga

L’allevamento controllato del muggine può offrire alle cooperative di pesca e alle aziende acquicole sarde nuove opportunità economiche, poiché permette di produrre giovani esemplari su base programmata e di raggiungere dimensioni commerciali senza ricorrere alla cattura in natura. Un obiettivo a lungo termine è la chiusura completa del ciclo di allevamento, con riproduttori nati e cresciuti in cattività, eliminando così ogni prelievo di adulti dagli ambienti naturali. Questo modello promette una maggiore sostenibilità per le zone umide costiere e per la tradizione della bottarga, un prodotto di alto valore culturale ed economico per la Sardegna.

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