Il Consorzio di tutela del Pecorino Romano ha rilanciato la richiesta di eliminare il dazio imposto dagli Stati Uniti, attualmente pari al 10% con un incontro tenutosi a Roma il 16 ottobre 2026. La delegazione del Consorzio, guidata dal presidente Gianni Maoddi e dal direttore Riccardo Pastore ha parlato con la vice capo missione Marta Costanzo Youth dell’ambasciata degli Stati Uniti per chiedere il ripristino dell’esenzione totale che il formaggio aveva nel 2019.
La riunione a Roma e il precedente in Costa Smeralda
Il confronto odierno segue un precedente colloquio avvenuto pochi mesi prima, in agosto, in Costa Smeralda con l’ambasciatore Usa in Italia Tilman J. Fertitta. Nel dialogo di Roma la delegazione ha ribadito argomentazioni tecniche e commerciali sul prodotto: il Consorzio sostiene che le caratteristiche del Pecorino Romano non sono cambiate rispetto al 2019 e che, Come sottolineato dal presidente, “Anche quella odierna è stata una riunione proficua e operativa“, frase che indica la volontà di mantenere aperto il canale diplomatico per ottenere risposte rapide.
Il ruolo della rappresentanza diplomatica
La vice capo missione Marta Costanzo Youth si è impegnata a fungere da tramite per un passaggio decisivo: l’audizione presso il dipartimento del Commercio statunitense. Questo incontro con l’istituzione americana è presentato dal Consorzio come il momento in cui esporre formalmente le ragioni dell’azzeramento del dazio e dimostrare che non sussistono variazioni nei criteri che giustificarono l’esenzione del 2019. “L’obiettivo è averla quanto prima, abbiamo sottolineato la necessità di agire rapidamente per avere tempestivamente le risposte che aspettiamo“, ha dichiarato Maoddi a conclusione della riunione.
Impatto economico e interessi commerciali tra Italia e Stati Uniti
Gli Stati Uniti rappresentano un mercato centrale per la filiera del Pecorino Romano: le esportazioni verso quel paese valgono circa il 45% del totale, per un controvalore che si aggira sui 180 milioni di dollari all’anno. Il Consorzio ha voluto sottolineare come l’azzeramento del dazio non avrebbe solo effetti positivi per i produttori italiani, ma sarebbe rilevante anche per gli operatori americani coinvolti nell’importazione e nella distribuzione del formaggio.
Competitività e tutela della filiera
Nel corso dell’incontro, Maoddi ha spiegato che l’azzeramento è visto come la soluzione che meglio può preservare la competitività del Pecorino Romano sui mercati esteri e garantire la continuità di una filiera che, per anni, ha creato valore su entrambe le sponde dell’Atlantico. Il tema chiave è la capacità di mantenere prezzi e quote di mercato tali da sostenere produttori, esportatori e distributori coinvolti nella catena commerciale.
La strategia messa in campo dal Consorzio comprende il coinvolgimento diretto della rappresentanza diplomatica e la richiesta formale dell’audizione al dipartimento competente degli Stati Uniti. Se concessa, quell’audizione permetterà di presentare dati e argomentazioni tecniche per giustificare l’abolizione del dazio e il ritorno allo status di esenzione totale valido nel 2019.
Le prossime settimane saranno Nel frattempo, il Consorzio continuerà a dialogare con partner istituzionali e commerciali per sostenere la richiesta e monitorare l’evoluzione della situazione sui mercati internazionali.



